ROSE ERMETICHE

2014, tessuti vari, 150 x150 cm.

LA ROSA NERA

Mai tanti significati e tante simbologie si sono incentrate su un unico tema, come quello della rosa, la celebre Regina dei Fiori. Si potrebbe addirittura sostenere che per assurdo, a fronte di tanta espressività, nessuno sia mai riuscito a definire cosa sia, nella sua essenza, una rosa, come suggerisce il poeta Giorgio Caproni.

Tra le tante simbologie nulla però meglio si adatta al tema dei colori della rosa quanto l’affascinante ciclo della Grande Opera Alchemica, vero e proprio affresco del divenire e del trasfigurarsi del percorso umano. La Rosa Nera, rarissimo esemplare che nasce solo in alcuni luoghi del mondo,  può così rappresentare l’inizio della grande Opera, la Nigredo, la morte spirituale dell’individuo con il ritorno alla terra originaria e la decantazione dei  molti e tanti difetti che appesantiscono come metalli la nostra realtà umana. Ma si tratta di una morte che, attraverso dolore e sacrificio, diviene la premessa per una Rinascita favorita dall’Amore (le sfere dorate) che si svolge risalendo lungo lo stelo dell’albero della vita (il tema centrale).

 

LA ROSA BIANCA

Il sublime candore della rosa bianca, fiore della luce, dello sviluppo spirituale, può ben rappresentare il diffuso biancore soprannaturale che accompagna l’inizio della seconda fase dell’Opera, l’Albedo. Si tratta di una espressione simbolica che rappresenta il sorgere del sole nel profondo del buio della nostra coscienza, la nascita di Cristo nel cuore dell’inverno, l’affacciarsi di nuovo alla realtà fisica con una sensibilità diversa, forgiata dal superamento degli opposti.

Il cammino del cambiamento, la trasmutazione che porta alla realizzazione del sé, si snoda lungo un percorso favorito dall’unione tra cielo e terra, sovrastato dal sole che illumina la coscienza, tra astri – sfere dorate che sottilmente cangiano in rose.

E’ una trasmutazione che si svolge nel quotidiano, armonizzano il saper dare con il saper ricevere, come si può ben simboleggiare con lo schiudersi della rosa e con l’irraggiamento stellato dei sui petali.

 

LA ROSA ROSSA

Il Rubedo, Opera al rosso,  terza ed ultima tappa del processo alchemico della Grande Opera, vero e proprio metodo di autoconoscenza dell’anima, trova la sua raffigurazione nella rosa rossa,  simbolo  della pietra filosofale perfetta, con tutti i suoi poteri. Dopo la discesa nell’inconscio, nel buio degli inferi del nostro io, si è trovata la luce,  lo Spirito volatile, che ora deve essere fissato o coagulato.

Ciò significa che la nostra coscienza deve penetrare completamente l’inconscio, fissando (cioè portando a coscienza) il volatile e rendendolo durevole. Nelle filosofie orientali la Rubedo corrisponde alla formazione del “corpo di diamante”, definizione della pura e permanente Pietra Filosofale, il sorgere di un nuovo stato d’essere che non è più soggetto a cambiamenti. Quando la Rubedo è stata manifestata, si è realizzata la propria essenza divina mentre si è ancora nel proprio corpo fisico, e l’uomo è così divenuto Maestro sia nel mondo fisico che in quello spirituale. Risplende allora la rosa rossa, paragonata dal poeta cinquecentesco Giovan Battista Marino al sole: Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo, tu Sole in terra ed egli rosa in cielo.