ARCHITETTURA

Progettare abitazioni, spazi collettivi, luoghi di lavoro, scuole, alberghi, giardini, arredi, è un interessantissimo esercizio di creatività e razionalità. Nulla è casuale anche se può apparire tale, ogni elemento del progetto ha un significato funzionale ed estetico.
Progettando si impara a gestire contemporaneamente spazio e funzione nella ricerca di un ambiente per l’uomo che è sempre il destinatario dell’azione. Il progetto di architettura è anche un potente veicolo relazionale.

Questo e molto altro ho appreso dalla professione e, ovviamente, la mia espressione artistica risente di una prassi organizzativa che cerca equilibri e modalità di relazione cromatica e formale fra le parti.

CITTÀ

Con l’invito, nel 2010, di fare parte di una collezione di lavori di arte tessile con un’opera ispirata al testo di Italo Calvino “Le città invisibili” inizia un percorso attraverso la riflessione sulle città e le infinite immagini che di esse si possono rappresentare.

Nascono così Cities and symbols” e Le tre città”.

In Calvino, reale e immaginario si sovrappongono; città nascoste affiorano dalle città visibili e altre appaiono segnate dalla consistenza effimera del miraggio.

L’autore propone un suo percorso nelle città intitolando i capitoli con riferimenti ai valori e alle caratteristiche di ognuna di esse: le città e la memoria, le città e il desiderio, le città e gli occhi, le città e il nome.

La mia proposta è una riflessione sulle città e i simboli: ho rappresentato le città simbolo, i monumenti simbolo, e i simboli che adornano le architetture creando un’immagine in cui si fondono epoche, stili, religioni.

Così come le città di Calvino, le mie non hanno collocazione storica né geografica.

Ho lavorato cercando di togliere peso alla materia, come dice Calvino nell’introduzione al tema della leggerezza in Lezioni americane: “ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio”

Il percorso procede con “Architettura e natura”, un confronto dove due protagonisti si alternano: l’opera dell’uomo e la natura. Natura non intesa come anti-città ma come modello ispiratore immaginato e ricomposto in campi dove si intrecciano geometrie e casualità a formare un catalogo di episodi.

CITIES AND SYMBOLS

2011, tessuti vari, 200×100 cm.

Questo lavoro è dedicato all’immagine della città, cercando di afferrarne le cose non dette, le consistenze e i vuoti, quell’insieme che ogni giorno guardiamo ma non vediamo nella sua interezza, per il grigio velo di quotidianità che fretta ed abitudine stendono su tutto.

Ma se la nostra attenzione si concentra sulla simbologia, che propone elementi spirituali, prendono allora vita frasi di un discorso dimenticato, appaiono segni e spunti architettonici, affiorano presenze mistiche ed edifici simbolo, sorgono i colori ad intessere pian piano il velo grigio della quotidianità.

Le città e i simboli propone una sorta di viaggio iniziatico attraverso l’emergere dei linguaggi in una città ideale, dove mistica ed arte si fondono e accompagnano il visitatore in una progressione verso un centro che diviene anche il punto focale della propria personalità.

Si procede così tra quinte costituite da eccellenze architettoniche di ogni epoca, verso l’edificio archetipico The Illinois mile high, il grattacielo alto un miglio progettato nel 1956 dall’architetto americano Frank Lloyd Wright, come brano adamantino di una città nuova che rispondesse a logiche diverse da quelle meramente economiche.

L’edificio, finora mai realizzato, ma tuttora molto copiato nel suo aspetto esteriore, costituisce la parte finale del percorso, con l’ascesa verso il cielo mistico o verso il proprio centro individuale, nel turbine creativo dei colori.

LE TRE CITTÀ

2014, tessuti vari, 88×145 cm.

Le tre città propongono l’evolvere della struttura urbana dal caos, rappresentato dalla città delle tenebre, luogo della follia consumistica del sistema in fase espansiva come oggi ci si presenta, in crisi di valori e a rischio di sopravvivenza. Il divenire è costituito dalla città della luce, la tendenza sottesa da infiniti studi e progetti formulati nel tempo, una struttura urbana illuminata dalla razionalità e dalla armonia delle parti costituenti. La tensione finale è verso la città del cielo, una nuova forma del vivere collettivo che supera le fasi precedenti considerandole alla stregua di fenomeni primordiali, una città dai contorni sfumati come quelli di un miraggio, in una trasparenza che appartiene al cielo.

ARCHITETTURA E NATURA

2016, panno lenci e tulle, 89×156 cm.

Per dimensioni e densità l’architettura ha dato origine, nel bene e nel male, a un tessuto materiale che fa parte dell’insieme degli elementi costitutivi del pianeta. Ma è una parte insidiosa, che punta alla predominanza sugli altri membri del contesto nel quale si è insediata. Ecco quindi la necessità di ripensarne gli elementi costitutivi nell’ottica di una coesistenza matura, dove architettura e città non siano che una delle parti, attente a rispettare le dimensioni e le caratteristiche assegnatele nell’insieme.